Padova – Estorce tremila euro all’amico sacerdote per tacere la relazione.

Oggi l’udienza preliminare contro Massimo Buffelli. “Paga o i tuoi superiori sapranno della storia omosessuale”. Il ricatto è andato avanti un paio d’anni.  Ha estorto all’amico sacerdote 3 mila euro tra il 2009 e il 2010, minacciando, nel caso non avesse pagato, di divulgare ai suoi superiori ecclesiastici, e non solo, una presunta loro vecchia relazione omosessuale. Fatti che hanno portato Massimo Buffelli, 52 anni, di Padova (difeso dall’avvocato Filippo Giacomello), a processo: oggi è in programma l’udienza preliminare.

Durante l’inchiesta il pubblico ministero Sergio Dini ha accertato che il parroco ultrasessantenne ha dovuto consegnare a Buffelli, in maniera continuativa, somme di denaro oscillanti tra i 40 e i 100 euro alla volta, per un totale di 3 mila, oltre a effettuare in suo favore una serie di ricariche telefoniche.

Per molto tempo il sacerdote ha pagato, in silenzio. Il ricatto ha retto due anni. Poi è stato scoperto dalla Polizia municipale di Padova quando quella voce su una liaison tra il prete, ormai prossimo a lasciare la sua storica parrocchia per un’altra, sempre in centro città, era ormai sulla bocca di tanti parrocchiani. Troppi. Così è scattata l’inchiesta.

Buffelli è finito nel registro degli indagati per estorsione continuata. Ora l’indagine è conclusa e il pm ha chiesto il rinvio a giudizio dell’uomo, che ha tenuto in scacco quel sacerdote con la minaccia di divulgare la loro presunta relazione sessual-sentimentale.

Una relazione sempre negata dal prete, che ha spiegato agli inquirenti di aver pagato per umana pietà e per evitare di essere infangato da accuse assurde in un momento delicato come quello che vive la Chiesa, oggi come allora bersaglio di altri scandali di tutt’altro genere (qui non si tratta di pedofilia ma, casomai, di rapporti tra persone adulte e consenzienti).

Buffelli aveva cominciato chiedendo ogni tanto 40, 100 euro alla volta, oppure una ricarica telefonica o il pagamento della spesa. Quando le richieste erano diventate pressanti e il prete tentennava, il cinquantaduenne aveva cominciato a scrivere bigliettini, con frasi che rinviavano inequivocabilmente a una relazione omosessuale.

Bigliettini lasciati sui banchi della chiesa o in canonica, di cui prontamente informava il sacerdote, che li faceva sparire. Convocato dagli investigatori, il prete ha ammesso il ricatto e consegnato i bigliettini, messi agli atti come fonte di prova. Oggi Buffelli sarà di fronte al giudice .

Fonte: “Il Mattino di Padova” del 23/11/2011

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...