3-17 dicembre 2011 Amnesty International festeggia il 50° anniversario con “Write for Rights – una lettera per i diritti umani”.

Dal 3 al 17 dicembre Amnesty International organizza “Write for Rights – una lettera per i diritti umani”, una maratona mondiale a cui ogni anno prendono parte milioni di persone in oltre 50 paesi nel mondo!

Sarà il nostro modo per festeggiare l’anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (il 10 dicembre), in un anno per noi speciale, quello del nostro 50° anniversario.

Da ormai dieci anni, durante la settimana del 10 dicembre, Amnesty International Italia si mobilita insieme a diverse altre sezioni di AI nel mondo per far sentire la nostra voce in difesa di prigionieri di coscienza, difensori dei diritti umani, vittime di sparizione forzata, condannati a morte e persone che hanno subito e ancora subiscono processi iniqui, torture, sgomberi forzati o che non hanno accesso a diritti fondamentali. La maratona ha l’obiettivo di raccogliere firme per cinque casi di violazione dei diritti umani.

Tra i cinque casi per i quali quest’anno si mobiliteranno milioni di persone in tutto il mondo, c’è anche Jean-Claude Roger Mbede, un prigioniero di coscienza camerunense.

Jean-Claude Roger Mbede è uno studente di 31 anni e sta scontando una condanna a tre anni di carcere in Camerun esclusivamente a causa del suo orientamento sessuale, reale o presunto. È a rischio di attacchi omofobici e maltrattamenti durante la detenzione.

È stato arrestato il 2 marzo 2011 da funzionari della Segreteria di stato per la difesa, mentre si trovava con un uomo di sua conoscenza. L’uomo aveva mostrato i messaggi ricevuti da Jean-Claude alla polizia, informandoli che stava per incontrarlo.

Dopo il suo arresto, Jean-Claude è stato detenuto per sette giorni prima di essere accusato di omosessualità e di induzione all’omosessualità secondo la sezione 347bis del codice penale camerunense, che afferma che “chiunque abbia rapporti sessuali con una persona dello stesso sesso è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni e con una multa da 20.000 a 200.000 franchi” (tra i 25 e i 250 euro circa). Il 28 aprile è stato riconosciuto colpevole e condannato a tre anni di carcere.

Ora si trova nel carcere centrale di Kondengui dove le condizioni di detenzione sono difficili a causa di un grave sovraffollamento, scarsi livelli di igiene e carenza di cibo. Jean-Claude è inoltre a rischio di attacchi omofobici e maltrattamenti.

Il 3 maggio, Jean-Claude Roger Mbede ha presentato un appello contro la sentenza. Tuttavia, l’autorità giudiziaria non ha messo a disposizione del suo avvocato una copia della decisione del tribunale, e non è stato pertanto possibile presentare un appello completo e formale contro la condanna. Inoltre in Camerun spesso passano diversi anni prima che le udienze di ricorso abbiano luogo, quindi la maggior parte dei prigionieri sconta la pena prima dell’appello.

È molto importante raccogliere il più alto numero possibile di firme per Jean-Claude. Il link per firmare l’appello è: www.firmiamolitutti.it/camerun-lgbt.

Sullo stesso sito, oltre a firmare l’appello sarà possibile realizzare una cartolina virtuale di solidarietà che avremo cura di inviare a Jean-Claude al più presto per sostenerlo durante la sua permanenza in carcere.

La newsletter lgbt, con la quale Amnesty international informa attiviste e attivisti sulle azioni in corso in difesa dei diritti delle persone lgbt è: www.amnesty.it/rete_lgbti.

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