Il “Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli” risponde all’autoproclamatosi “Coordinamento Roma Pride”.

La risposta del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli all’invito del 5 febbraio, formalizzato nei giorni scorsi dall’autoproclamatosi Coordinamento Roma Pride, ci sembra condivisibile nei contenuti e nella forma.

Un Coordinamento, di qualsiasi natura esso sia, deve essere incontro di culture e sensibilità diverse che si confrontano e dialogano facendo scelte condivise. Questo Coordinamento Roma Pride, che in nome della “contaminazione” tra culture diverse comprende associazioni gay lesbiche e trans apertamente di Destra, invoca partecipazione e condivisione ma pratica l’esclusione. Esclusione di quelle realtà associative e di Movimento che propongono un’alternativa vera al sistema liberista, al berlusconismo di qualsiasi “colore” ed al Governo Monti.

Il tentativo, nemmeno tanto mascherato, è quello di appropiarsi di un patrimonio dell’interà Comunità e del Movimento da parte di associazioni che fino a ieri ritenevano i Gay Pride uno strumento inutile e “Casa Pound” un interlocutore necessario.

Pubblichiamo la nota del Mieli e l’invito del “Coordinamento Roma Pride”.

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Roma 2 febbraio 2012 – Il Circolo Mario Mieli ha ricevuto l’invito ad un incontro per il 5 febbraio presso la Cgil Roma per “iniziare un dibattito sulla preparazione del prossimo Pride di Roma” convocato da un “Coordinamento Roma Pride” con le firme di alcune associazioni glbtq di Roma.

Se fosse la prima volta che all’orizzonte delle vicende del movimento glbtq italiano apparisse tale entità, chiunque si stupirebbe di come possa iniziare un confronto per un Pride futuro quando per l’evento medesimo si è già costituito un coordinamento che poi chiama a sé tutti gli altri, considerando che la nascita deriva della semplice aggregazione di alcune sigle che si sono scelte tra loro.

Ovviamente chiunque si stupirebbe perché non si tratta di una qualunque iniziativa frutto di inventiva, giustamente libera e autonoma, di uno o più promotori per la quale poi si cercano adesioni, ma dell’evento collettivo per antonomasia della comunità glbtq, un Pride.

Per tale evento non esistono organismi che individuano  gli attori che si caricano degli annessi oneri e onori, ma esistono solo le regole condivise del buon senso, della pratica politica di movimento, dei risultati ottenuti, della storia pregressa, delle buone relazioni, dell’autorevolezza generale e della capacità sperimentata di aggregare masse ingenti di persone su contenuti ed eventi stessi.

E’ ovvio quindi che nulla potrebbe sanare il vizio iniziale di una autonomina, nemmeno la eventuale successiva offerta di allargamento ad altri, proposta da chi, fuori da quelle pratiche, si è già dato forma, composizione e ruolo.

Stante così le cose chiunque, dopo lo stupore iniziale, non potrebbe che considerare irricevibile e pericoloso il metodo di una convocazione del genere e quindi scegliere coerentemente di non parteciparvi.

Inoltre se non si ritenesse scorretto il metodo dell’autonomina, nulla vieterebbe che altri gruppi, magari anche intersecati, potrebbero nominarsi via via “Coordinamento Pride”; in tal caso quale sarebbe il Coordinamento più legittimato? Forse quello che si è fatto avanti per primo? O forse quello costruito con pratiche di confronto e dotato di capacità, forze ed esperienze verificate, quindi più rappresentativo, affidabile, autorevole? La risposta è banale, ma è anche indicativa della follia di una escalation di tal tipo.

Inoltre chiunque, e tanto più chi ha storia e risultati da vendere, troverebbe offensivo e anche un po’ ridicolo essere convocato per accodarsi a chi si è già nominato da sé coordinatore niente poco di meno di un Pride, figurarsi quello della capitale d’Italia.

Ma c’è un problema ulteriore e macroscopico: tale “Coordinamento” non è apparso questo mese dal nulla, producendo gli stupori citati, ma si è dato questo nome e assetto già nel 2010 con l’esplicito intento di  “prenotare” la propria esistenza a Roma per il 2012, del resto tentando varie volte ed invano di ottenere una legittimazione già nell’evento dell’Europride. E sin da subito le osservazioni sopra esposte sono state in ogni sede e da tutto il resto del movimento romano (e non solo!) già dette e ripetute svariate volte. Coerentemente vengono qui riaffermate.

Per tale motivo, e non potrebbe essere altrimenti, il Circolo Mario Mieli non parteciperà all’incontro del 5 febbraio.
Del resto metodo, coerenza, relazioni, esperienza, rispetto, correttezza sono le costanti comportamentali ed “esistenziali” senza le quali il Mieli non sarebbe se stesso; le usiamo e le pretendiamo, non solo per noi.

Se invece qualunque associazione, o insieme di gruppi e associazione, senza la preventiva patente di “Coordinamento”, volesse in futuro convocare una riunione per sul serio “iniziare” a costruire il Pride di Roma del 2012, troverà il Mieli prontissimo a partecipare, costruttivamente come sempre. Ovviamente ciò è valido anche se il gruppo di associazioni fosse il medesimo (o se ne fosse persino una soltanto) che ha posto l’appuntamento del 5 febbraio con una modalità in questo caso tanto irrituale, nonché irritante ed irrispettosa.

Non è un problema di chi inizia a dialogare o lavorare per un progetto come il Pride; chiunque lo può fare, purché non sia un Carneade. Costituisce invece un problema insormontabile chi pensa di dirigere e indirizzare sin dal suo sorgere un evento collettivo come il Pride di Roma, già con addosso una semplice etichetta, così invece piena di conseguenze, come “coordinamento”.

Non si è mai visto che quello che rappresenta l’esito di un percorso complesso e articolato, come un coordinamento, sia già predeterminato; così quell’esito non può avere alcun futuro, e non solo perché lo pensiamo noi, in affollatissima compagnia.

Chiaramente ricordiamo che l’Europride, data la natura e l’assegnazione dell’evento stesso, ha avuto un iter diverso per l’individuazione degli organizzatori, chiaramente unico e particolare, ma comunque complesso e frutto di tantissime e felici relazioni e accordi in molteplici e svariate direzioni; lo ricordiamo noi stessi per prevenire polemiche che lascerebbero in solitudine chi le volesse inscenare. Del resto il risultato stesso dell’evento lo farebbe ammutolire dinanzi a qualsiasi cittadino italiano, figurarsi se lesbica, gay o trans.

In conclusione ci rendiamo disponibilissimi a un incontro futuro, cioè a un appuntamento che sin dalla genesi sia tra pari nell’iniziativa, nell’entusiasmo e nella proattività, ma anche dove nessuno sia immemore della storia che ognuno porta con sé.

Rossana Praitano
Presidente Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli

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Alle Associazioni LGBTIQ di Roma e del Lazio

A tutte le persone interessate alla promozione dei diritti civili LGBTIQ

Roma, 24 gennaio 2012

Oggetto: 5 febbraio – verso il Roma Pride 2012, per un Pride unitario, democratico e partecipato

Care amiche ed amici,

l’attuale situazione politica nazionale e internazionale apre scenari inquietanti. L’agenda politica italiana ed europea è dominata dalle emergenze macroeconomiche che mettono in crisi il modello di welfare del continente ed evidenziano l’urgenza di un nuovo modello di sviluppo capace di coniugare diritti, equità e giustizia.

Il tema della piena uguaglianza delle persone LGBTIQ è purtroppo sempre più distante dall’agenda politica italiana. Diventa quindi a questo punto necessario che la nostra comunità ed il movimento LGBTIQ facciano uno scatto in avanti, voltando pagina rispetto alle dinamiche conflittuali del passato, superando le antiche divisioni e recuperando quel ruolo storico che spesso hanno avuto, tornando a essere nuovamente protagonisti della vita sociale e culturale italiana.

Un primo importante passo è stato fatto: il 21 gennaio si sono riunite nella nostra città le associazioni (Arcigay, ArciLesbica, Agedo, Famiglie Arcobaleno e Certi Diritti) che stanno dando vita al “Coordinamento Italiano Pride”. Sulla base di questo slancio, importante e riconosciuto, verso un movimento sempre più unito, ora che il percorso del Pride Nazionale di Bologna è formalmente avviato con la costituzione del coordinamento e l’elezione del suo presidente, sentiamo la necessità di iniziare il dibattito sulla preparazione del prossimo Pride di Roma.

A tale scopo pensiamo sia importante vederci al più presto, tutte e tutti insieme, con l’obiettivo di avviare una riflessione sulle strategie e iniziative da mettere in campo nei prossimi mesi. Per questo  la CGIL Roma, che tutti noi dobbiamo ringraziare per la sua solita preziosa collaborazione, ci ha messo a disposizione la sala di Via Buonarroti 51 per il 5 febbraio, dalle ore 10.30 alle ore 14.00.

Fermamente convinte che servano unità e condivisione, tutte le realtà firmatarie di questa lettera hanno come unico traguardo quello di perseguire fin dal primo appuntamento questi obiettivi. Siamo oramai consapevoli che le divisioni a cui abbiamo assistito negli anni scorsi, tanto più quando si parla di Pride, non possono essere riproposte ad una comunità che ha bisogno di iniziative forti, autorevoli, coese e generose.

Dandovi quindi appuntamento a questa importante riunione e con la preghiera di estendere questo invito a tutte le associazioni, persone, organizzazioni a voi vicine che abbiano a cuore le istanze  della nostra comunità, ci è grata l’occasione di inviarvi un cordiale saluto e un augurio di buon lavoro.

Coordinamento Roma Pride

Arcigay Roma – ArciLesbica Roma – Azione Trans – Di’ Gay Project -Gay Center

GayLib – Forum cittadino LGBTIQ

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