Washington – Ancora si a nozze gay. La Governatrice Christine Gregoire festeggia.

Ancora una vittoria, e questa volta quella definitiva, per la comunità gay dello Stato di Washington: è stato approvato, infatti, il disegno di legge che legalizza i matrimoni tra persone dello stesso sesso, passato anche dal vaglio della Camera dopo aver superato lo scoglio più difficile, il Senato. Adesso manca solo la firma del governatore, la democratica Christine Gregoire (in foto mentre festeggia il voto alla Camera), che dovrà esprimersi entro 5 giorni, ma che ha già più volte espresso parere favorevole sulla legge. Dopo la firma della Gregoire dovranno passare 90 giorni prima che la legge diventi operativa, ma le associazioni contrarie possono raccogliere, intanto, le firme necessarie per portare la legge al referendum che si terrebbe in contemporanea alle elezioni di novembre, com’è successo per la californiana Proposition 8 approvata da un referendum mentre Obama conquistava gli Usa.

Se non verranno raccolte le firme sufficienti, le coppie gay di Washington potranno iniziare a sposarsi già a giugno, ad un anno esatto dalla legalizzazione del matrimonio gay a New York. Washington diventa così il settimo stato a permettere alle coppie dello stesso sesso di sposarsi dopo New York, appunto, Massachusetts, Connecticut, Iowa, New Hampshire e Vermont, oltre al District of Columbia della capitale Washington (cosa diversa dallo Stato di Washington). Su questa strada sembra inoltre in arrivo anche il New Jersey. La California, intanto, dopo la sentenza di ieri, si prepara a portare la questione alla Corte Suprema degli Stati Uniti, dove secondo quanto affermano diversi esperti l’ago della bilancia potrebbe essere il giudice Anthony Kennedy, che è nato proprio in California. In passato il giudice Kennedy ha operato in favore della protezione di alcuni importanti diritti degli omosessuali, ma non ha mai dichiarato pubblicamente il suo pensiero sul matrimonio gay.
“La svolta in California per le nozze tra persone dello stesso sesso, la notizia che lo Stato di Washington ha approvato definitivamente un disegno di legge che legalizza i matrimoni gay, il sì del Consiglio regionale del Veneto alla lotta a omofobia ediscriminazioni verso gli omosessuali: tutte notizie che in Italia sono state praticamente ignorate dalla stampa e dal dibattito politico” denuncia Arcigay in una nota. “Tacciono i politici, di solito proattivi all’argomento, non parlano i giuristi e sono silenti gli omofobi di ogni fede – commenta il presidente di Arcigay, Paolo Patanè -. Queste notizie straordinarie non hanno avuto la dignità neppure di un micro-commento, di un rimando in prima pagina o, che ne so, di un editorialucolo, se escludiamo l’ottimo lavoro di informazione delle agenzie, dei media di settore, dei blogger indipendenti o di privati cittadini sui social network”.

“E tutte le novità presentate meritano un doveroso approfondimento e ampia copertura, per le novità che portano nel dibattito sui diritti civili e umani e per l’int – spiega il presidente dell’associazione gay – eresse collettivo di cui sono oggettivamente portatrici”. “Il sistema Italia, ancora una volta,dimostra di non saper cogliere, e bellamente ignora – conclude Patanè -. Un Paese che non anticipa e analizza il presente per pianificare il futuro resta un Paese vergognosamente ancorato al passato. E senza futuro. Lo stesso futuro che ci chiede con sempre maggior insistenza i matrimoni tra persone dello stesso sesso e, finalmente, una lotta senza quartiere alla discriminazione di omosessuali e trans”.

Fonte: Gay.it

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