Milano dice ‘sì’ alle Unioni civili. Pisapia: “Da oggi ci sono più diritti”.

Milano, 27 lug. (Adnkronos/Ign) – Via libera alle unioni civili a Milano. Il Consiglio comunale dopo una lunga trattativa (la seduta è durata 11 ore e 30 minuti) ha approvato la delibera che istituisce il Registro separato che riconosce le coppie di fatto, etero e gay. Il provvedimento ha incassato 29 voti favorevoli, 7 pareri contrari, 4 astenuti. Il risultato, giunto solo alle 3,40 di oggi, è stato frutto di un lavoro di mediazione tra laici e cattolici. Il testo della delibera è stato infatti modificato rispetto all’originale.

“Da oggi a Milano ci sono più diritti”, queste le prime parole del sindaco di Milano Giuliano Pisapia al termine della seduta fiume a Palazzo Marino.

La delibera d’iniziativa consiliare (prime firmatarie le consigliere Marilisa D’Amico, Anita Sonego, Patrizia Quartieri) prevede l’istituzione di un registro per coppie di fatto che risiedono nelle stessa dimora. Il Comune di Milano, “attraverso atti degli assessorati e dei singoli uffici, provvederà a tutelare e sostenere le unioni civili in alcune aree tematiche: casa, sanità e servizi sociali, sport e tempo libero, formazione scuola e servizi educativi, diritti e partecipazione, trasporti”, si legge in una nota di Palazzo Marino.

”Quello di Milano è un provvedimento amministrativo di buon senso – dichiara Anna Paola Concia, deputata del Partito democratico -, degno di una capitale europea, che garantisce a tutte le famiglie la possibilità di accedere ai servizi che sono di competenza comunale”. Ora, però, “è necessario arrivare al più presto possibile all’approvazione di una legge nazionale”.

Anche l’Associazione Radicale Certi Diritti “saluta con favore” il via libera del registro delle Unioni civili commentando che la misura “rende la città più accogliente, laica ed europea”. “Un estenuante dibattito consiliare – prosegue l’associazione – ha trasformato una delibera asciutta sul modello torinese in una più articolata, che prevede un autonomo registro delle unioni civili riferito però all’articolo 4 del Dpr 223 del 1989 che parla di famiglia anagrafica”.

“A parte la scelta eccessivamente burocratica – continua l’associazione – rimane integro il cuore del provvedimento che impegna il Comune a garantire ‘condizioni non discriminatorie” di accesso ai suoi servizi e nelle materie di propria competenza. L’Associazione Radicale Certi Diritti, insieme ad altre realtà milanesi, aveva quasi completato una raccolta firme su una delibera basata sul modello torinese, che ha certamente contribuito ad accelerare i tempi dell’approvazione del registro”.

“Salutiamo con favore – continua l’associazione – la scelta di lasciare al Consiglio comunale la titolarità della materia poiché questo ha permesso di sviluppare un vasto dibattito nelle istituzioni e in città. Da Milano rilanciamo ora la battaglia per il matrimonio egualitario che consenta a tutti i cittadini, a prescindere dal loro orientamento sessuale, il pieno accesso all’istituto del matrimonio civile e che permetta così di sanare la più odiosa delle discriminazioni contenute nel nostro ordinamento giuridico”.

Fonte: ADN Kronos del 27 luglio 2012

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