Meeting Rimini 2012 di Comunione e Liberazione: “Le unioni gay un male per l’umanità”. Le responsabilità degli sponsor.

Meeting Rimini 2012 di Comunione e Liberazione: “Le unioni gay un male per l’umanità”. Le responsabilità degli sponsor.

Il popolo del Meeting di Rimini, secondo quanto riportato nell’articolo pubblicato il 20 agosto nelle pagine di “La Repubblica”, cronaca di Bologna, è compatto contro i diritti alle coppie omosessuali. Critiche anche al leader Udc Casini, che ha recentemente aperto un timido spiraglio: “Un cattolico senza chiesa a caccia di voti”.

Cosa ne pensano i vari Main partner, Official partner e Institutional partner di queste dichiarazioni omofobe lesive della dignità delle persone gay e lesbiche? Quanti soldi hanno investito in questo evento che promuove l’odio nei confronti delle persone omosessuali e fomenta il disprezzo nei confronti di progetti di vita e di amore diversi da quelli promossi da Comunione e Liberazione? Quali azioni preventive contro l’omo – transfobia hanno intrapreso o intendono prossimamente intraprendere questi sponsor?

Pongo queste domande ad Enel, Finmeccanica, Intesa San Paolo, Wind, Repubblica di San Marino, Regione Emilia Romagna, Provincia di Rimini, Autostrade per l’Italia, Coop, Fiat, Eni, Trenitalia, Lottomatica, Motta, Sky, Grana Padano, e a tutti gli sponsor che con i loro soldi e patrocini hanno reso possibile e finanziato il Meeting di Rimini 2012.

Mauro Cioffari

Fonte: http://bologna.repubblica.it/cronaca/2012/08/20/news/gay-41225851/

Partner Meeting: http://www.meetingrimini.org/default.asp? id=673&edizione=5438&item=7

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Un commento

  1. In alcuni paesi espressioni del genere sarebbero perseguite come reato, nella maggior parte di quelli civili, inoltre, l’opinione publica si sarebbe sollevata e preteso la presa di distanza dagli organizzatori dell’evento.
    In paesi ove l’associazionismo LGTB è più forte, si sarebbe avviata una campagna di boicottaggio delle aziende che sponsorizzano l’evento. Da noi, nulla di tutto ciò: nè un reato, nè una pressione culturale per il rispetto di tutti nè il boicottaggio degli sponsor. Tra qualche giorno sarà tutto dimenticato.
    La cosa più triste è che vi siano anche “sponsor” istituzionali (Regione Emilia-Romagna e Provincia di Rimini) e che quindi l’evento non solo sia finanziato con i soldi di tutti, anche dei gay, ma che le Istituzioni avallino, indirettamente, queste volgari espressioni di omofobia. Espressioni che, occorre ricordarlo, incoraggiano l’odio e la discriminazione…..

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