“Pierpaolo e Romeo”, un’ordinaria storia di chat. Romanzo di Marco Antonio D’Aiutolo.

“Pierpaolo e Romeo”, un’ordinaria storia di chat. Romanzo di Marco Antonio D’Aiutolo (Il Violino edizioni). http://www.pierpaoloeromeo.tk/

…Un avvenimento è tanto più significativo e privilegiato quanti più casi fortuiti intervengono a determinarlo…Soltanto il caso può apparirci come un messaggio. Ciò che avviene per necessità, ciò che è atteso, che si ripete ogni giorno, tutto ciò è muto. Soltanto il caso ci parla. Cerchiamo di leggervi dentro come gli zingari leggono le immagini formate dai fondi del caffè in una tazzina”. (Milan Kundera)

Una chat, due uomini, un incontro casuale, insolito, inaspettato e la fredda brutalità di un comune social network acquista un significato inedito. Attraverso il singolare filtro dell’intrecciarsi di due esistenze, con la loro peculiare storia, la chat diviene uno dei simboli delle molteplici possibilità che la vita vissuta (se vissuta) può offrire ad ognuno di noi.

Si tratta di uno di quegli incontri che Pasolini avrebbe definito come “l’avvento del distruttore”, perché provoca effettivamente una vera e propria disgregazione delle pacifiche identità dei due attori e una frattura nell’ordine e nell’ordinarietà della loro vita. Ma, cosa più sorprendente, questo particolare evento provocatore non accade fuori da questa ordinarietà, non è avulso dalla loro situazione concreta e persino monotona. Ciò che esso genera, ciò che fa sorgere, ciò che i due protagonisti gli concedono di creare costituirà il suo carattere fondamentale, rivoluzionario e determinante.

Pierpaolo e Romeo, dopo quell’incontro, non potranno più dirsi gli stessi. Essi dovranno reinterpretarsi, reinventarsi, fin alla maturazione della loro svolta esistenziale. Sì, forse non saranno eroi, ma comprenderanno che anche la casualità e non solo la causalità, ciò che non è stato deciso, non è stato causato meccanicamente, ciò che non sarebbe dovuto per forza accadere, proprio quel caso, con tutta la sua gratuità, comunicherà loro che il vero lieto fine non è necessariamente solo l’amore, bensì la coscienza raggiunta delle libere possibilità offerte, di cui l’amore ne è solo un’espressione.

 [Primo estratto]

Pierpaolo si svegliò nel cuore della notte e si diresse, scalzo, in cucina a prendersi un bicchiere d’acqua. Non era riuscito, per un solo attimo, ad avere lucidità e serenità di giudizio. Nessun pensiero gli restava fisso nella mente. Passò in rassegna tutta la sua storia con Romeo, le parole che si erano detti in quel tempo. E tutto con una spaventosa e incontrollata velocità, tale che più volte s’era colto a pensare a cose futili senza neanche rendersene conto.

Mentre, da un lato, emergevano dall’oblio le parole di Romeo, le sue battute, la sua risata, dall’altro si chiedeva quando avrebbe portato l’auto al lavaggio, oppure pensava che doveva assolutamente liberare la cassettiera dai calzini bucati, sebbene la moglie si ostinasse a rammendarli (e lui detestava i calzini rammendati). Un altro tuffo nella sua storia con Romeo, poi di nuovo si domandava se il prossimo Natale l’avrebbero trascorso dai suoi o dai suoceri.
“Ma che cazzo mi sta succedendo?”, cominciò allora a chiedersi tra sé e sé. “Chi diavolo sono, porca miseria? Che cosa sono? Che cosa c’è nella mia natura più intima? Che cos’è?”.

[Secondo estratto]

Tutto sommato è così che ho sempre visto il social network: una grande ed enorme agorà mediatica. E io ne sono un veterano, conosco gli usi e i costumi, le regole non scritte, quelle che si inventano di chat in chat e quelle che invece sono divenute standard per tutte le conversazioni.

Ci sono stati dei periodi in cui ne avevo la nausea. Dopo notti e giorni trascorsi su social network a cercare chiunque, a chattare con chiunque, a chiedere una scopata, ad aggiungere su msn o su skype e a vedersi in cam e magari tirarsi una sega, arrivavano quelle stagioni in cui non ne potevi più. Ti rifiutavi.

[…]
La chat, le chat, i social network sono quegli ambienti in cui un antropologo potrebbe sbizzarrirsi nelle sue ricerche. Soprattutto se si tratta di una chat gay o una di quelle in cui etero, gay, trans, uomini, donne interagiscono liberamente. O quasi!
Non sono mica l’unico uomo sposato a rimorchiare un altro uomo. E nemmeno quella mia e di Romeo è una storia originalissima. Ci sono uomini sposati da anni, con figli, che si riscoprono attratti da altri uomini, che si innamorano di altri uomini. Che diventano puri, dietro a uno schermo protettivo, in una società impura che ogni giorno si costruisce barriere per proteggersi da questo complesso, misterioso e incontrollato mondo della sessualità umana.
Ma, come dicevo, ci sono quei momenti che ti piglia la nausea e mandi tutto affanculo. Ed era stato proprio in uno di quei periodi che contattai per la prima volta Romeo. La sua genuinità mi sedusse.

Biografia:

Marco Antonio D’Aiutolo ha 33 anni ed è originario della provincia di Salerno. Ha studiato teologia e ora sta conseguendo la laurea di secondo livello in filosofia per specializzarsi negli studi di filosofia morale kantiana. L’incontro e la riscoperta di Kant deriva dalla sua passione per il pensiero filosofico di uno studioso di morale napoletano, Pietro Piovani, che definisce il suo maestro di vita.

Lo studio delle sue opere gli ha permesso di riflettere sulla dimensione personalitaria e storica dell’esperienza morale di ciascun uomo e sulla struttura normativa dell’azione morale. In breve: l’uomo è perché si fa, attraverso il suo agire etico. Il suo agire diviene etico quando sì dà ragione alla tensione che conduce oltre la propria singolarità e si interseca in relazioni con i diversi soggetti che incrocia. In questo senso non ci sono norme stabilite, ma da stabilirsi, come non c’è un’identità ma la continua costruzione interpersonale della stessa.

Dopo le ricerche sui culturalstudies e, in particolare, sulla cultura e la letteratura omosessuale, ha creduto possibile di cogliere nella scrittura il “luogo” dove sperimentare le sue meditazioni filosofiche sulle diversità delle esistenze umane. Così, alla fine, i suoi abbozzi sperimentali sono divenuti dei racconti. E nel 2010 ha partecipato alla prima edizione del concorso scientifico-letterario, il premio LoScrittoio, indetto dalla Fondazione La Sapienza di Roma, che aveva come tema la «Diversità», dove ha vinto, insieme ad altri partecipanti, sia la sezione letteraria con il racconto Leclandestine, sia la sezione saggistica con il saggio

Loscandalodella«diversità». Una riflessione di filosofia antropologica filosofia della morale in dialogo con Pietro Piovani. Entrambi sono stati raccolti e pubblicati in un’antologia dal titolo,  Premio Lo SCRITTOIO 2010. Ladiversità, Croce Libreria. Attualmente questa raccolta è possibile trovarla nel nuovo sito, recentemente creato, www.loscrittoio.org.

Spinto da questa esperienza, dove per la prima volta ha sottoposto ad altri (che non fosse la stretta cerchia dei suoi amici) i suoi lavori, ha tradotto uno dei suoi racconti in questo romanzo breve, dal titolo: Pierpaolo e Romeo. Un’ordinaria storia di chat.

 

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