La Sapienza, il prof Ruggero Freddi discriminato per il suo passato da porno attore.

Raccogliamo la denuncia/ appello del Prof. Ruggero Freddi e la pubblichiamo come gesto di solidarietà.

Ruggero Freddi, 41 anni, una laurea in Ingegneria informatica e una magistrale in Matematica con 110 e lode, un posto da ricercatore a La Sapienza di Roma e un passato di successo come pornostar gay, col nome d’arte di Carlo Masi.

Il suo passato, mai negato e vissuto alla luce del sole, ora viene usato nella sua nuova vita di professore universitario per tenerlo lontano dalla didattica. Povera Italia intrisa di pregiudizi e stereotipi.

L’appello di Ruggero Freddi:

Per favore condividete questo mio post, voglio che si sappia come si comporta La Sapienza. Grazie del vostro aiuto e solidarietà

Recentemente sono stato vittima di un grave abuso da parte dell’università “La Sapienza”. Nei mesi di ottobre e novembre ho tenuto in co-docenza il corso di analisi 1 per ingegneria gestionale. Per tale corso di 100 ore mi erano stati promessi circa 4000 euro. Mi fu detto che per via di forti ritardi nell’organizzazione del corso avevano bisogno che io cominciassi le lezioni prima che mi fosse fatto il contratto ma tale contratto non fu mai fatto.

Senza seguire alcun tipo di iter burocratico, dopo che avevo tenuto 60 ore di lezione, mi fu fatto riferire dal mio co-docente che ero stato sostituito da un altro docente interno.

Ho fatto presente la mia situazione di lavoratore a nero ingiustamente licenziato al Rettore dell’università, Eugenio Gaudio, e ho ripetutamente chiesto a tutti i livelli gerarchici dell’accademia di aiutarmi ad avere un colloquio chiarificatore con il direttore del dipartimento al quale afferisce il corso, la Prof.ssa Tiziana Catarci, la quale non ha mai risposto alle mie e-mail nelle quali chiedevo un incontro. Ho solo ottenuto un incontro con un prorettore, il quale era stato incaricato dal rettore di raccogliere le mie richieste (non di darmi spiegazioni). Ovviamente chiesi di essere pagato per il lavoro fatto e di poter incontrare la Prof. Catarci per poter capire le motivazioni della sua scelta. Entrambe le mie richieste non hanno avuto alcun seguito, quindi ho iniziato l’iter legale per una vertenza.

Sfortunatamente questa situazione è solo il culmine di un atteggiamento discriminatorio nei miei confronti iniziato nel momento in cui la mia storia è divenuta mediatica.

Appena i giornali hanno iniziato ad occuparsi della mia vita di ex-porno attore l’atteggiamento dell’università nei miei confronti è cambiato, le cose per me all’interno dell’Ateneo si sono improvvisamente complicate e io ho iniziato a recarmi in dipartimento solo quando era strettamente necessario.

Ormai ho maturato la decisione di abbandonare la carriera accademica perché è evidente che nonostante il fatto che mi sono Laureato 2 volte con lode e dottorato con valutazione “ottimo” l’università “La Sapienza” in me vede solo una troia che farebbe bene a dedicarsi ad altro.

Sia chiaro, questo atteggiamento non l’ho mai riscontrato tra gli altri professori ed è grazie ad alcuni di loro se mi sono stati assegnati dei corsi anche dopo che il mondo ha scoperto il mio passato di “Carlo Masi” ma purtroppo la posizione dei vertici è diametralmente opposta.

I miei titoli accademici palesano che l’università non pone dubbi sulla mia preparazione e sulle mie competenze come matematico e come ricercatore ma è altrettanto palese che non vogliono tra i loro docenti qualcuno che faceva il porno attore e che non piega la testa a soprusi, come per l’appunto il lavorare a nero come docente ed eventualmente senza essere poi pagato.

Ruggero Freddi

Un commento

  1. Mi permetto di insistere come su altri post come questo:
    La Sapienza ha sempre (almeno da 15 anni a questa parte) pagato emolumenti con fortissimi ritardi.
    Per portare in tribunale un accusa di discriminazione (che sarebbe oggetto di un risarcimento in sede giudiziale) purtroppo bisogna dimostrarlo con prove tangibili, altrimenti ahimè per il nostro amico rimangono ipotesi .
    La legge è questa che ci piaccia o no.
    Lo stato è spesso inadempiente , anche con me , deve ancora elargirmi il trattamento di fine rapporto nonostante i termini siano scaduti, sostengono di aver effettuato un bonifico sbagliando iban (tre mesi fa) , non solo …. Deve ancora pagarmi una sentenza del 2016 per un totale complessivo di 35.000€ e di certo non vado a caccia di consensi su fb!
    Non ho motivo …ne prove per sostenere in giudizio che tale inadempienza sia riconducibile al mio orientamento sessuale.
    Scusa se mi sono permesso ma sono giorni che pubblicizzate questo articolo e francamente mi sembra quantomeno esagerato!

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