Mauro Cioffari: “Sindaca Raggi il pink washing non copre i suoi attacchi alle fasce più deboli”.

Il testo dell’intervento di Mauro Cioffari alla manifestazione ASCOLTARE PER DECIDERE INSIEME organizzata da #LiberareRoma Giovedì 12 novembre a Piazza San Silvestro.

Buonasera a tutte a tutti. Siamo in piazza perché le differenze sono un valore e creano valore. Siamo qui per ascoltare, per confrontarci e per decidere insieme. Siamo in piazza perché la pandemia ha evidenziato ancora di più le distorsioni e le diseguaglianze presenti nella nostra società.

Ma c’è una città che resiste e che con l’emergenza ha intensificato la sua capacità di azione.

Quali risposte, proposte e progetti sono stati messi in campo, in questi ultimi anni, nella nostra città, per la valorizzazione delle differenze, per l’inclusione, per l’uguaglianza, per il contrasto all’omofobia, alla bifobia e alla transfobia, per affermare il diritto alla libertà e alla libera espressione della propria identità?

Non basta, cara Raggi, celebrare un’unione civile per avere la coscienza a posto e poi sgomberare il Baobab mascherando l’intervento di sgombero come un intervento di pulizia.

Non basta votare in Parlamento a favore della legge contro l’omofobia, la transfobia, la misoginia e l’abilismo e poi sfrattare la Casa Internazionale delle donne che fornisce prestazioni socio sanitarie, psicologiche, legali, di accoglienza e di orientamento al lavoro alle donne della Capitale.

Siamo di fronte alla più pasticciata operazione di pink washing e rainbow whashing. L’uso strumentale dei diritti delle persone lgbtq, da parte dell’amministrazione comunale e della maggioranza che la sostiene, per coprire gli attacchi alle fasce più deboli di questa città.

E allora ricordo a chi amministra la città che la civiltà di una comunità si misura dal modo in cui tratta gli ultimi, i più fragili. Dal modo in cui tratta le persone senza fissa dimora, le donne vittime di violenza, i migranti, gli anziani, le persone con disabilità. Da come tratta, in una società etero patriarcale, le persone NON eterosessuali. E perché no … anche da come tratta gli animali (mi riferisco alla situazione dei canili di Roma e delle oasi feline, alla gestione dell’emergenza cinghiali e al trattamento medievale che ancora oggi subiscono i cavalli che trainano le botticelle).

Che fine ha fatto il tavolo di coordinamento, di ascolto e di confronto, tra le associazioni lgbtq romane e l’amministrazione comunale?

Che fine hanno fatto i corsi di contrasto all’omofobia e alla transfobia organizzati per i dipendenti di Roma Capitale e delle società municipalizzate?

Cosa ne è stato del progetto, sostenuto da mozioni e risoluzioni consiliari, approvate a larga maggioranza, di edificare un monumento alla memoria delle persone omosessuali e transessuali finite nei campi di concentramento?

È tempo di rimettere al centro i bisogni degli ultimi.

È tempo di restituire speranza e progettualità politica alla nostra città.

È tempo di Liberare Roma.

https://www.facebook.com/LiberareRoma/

Interventi completi:
https://www.facebook.com/LiberareRoma/videos/1012608165872559/

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