“Il giovane senza nome”. Capitolo 38.

“Il giovane senza nome”. Cap. 38

In esclusiva per GayRoma.it il romanzo di Lavinia Capogna ©

A mia madre

Capitolo 38

Miguel cadde in una profonda melanconia. Smise l’abito blu e argento e ne indossò uno nero.

“Perché Violante è stata così scortese con me ?” si chiedeva senza trovare risposta. Più volte Gutierrez gli aveva domandato di suonare ma Miguel non ne aveva avuto voglia, era assai raro che non gli piacesse pizzicare le corde e cantare qualche antica canzone come quelle del grande musico romano Abele o dei maestri milanesi.

La dimora stessa mutò: divenne tetra come l’umore di Miguel.

Era il giorno di Giove quando alla dimora arrivò Matteo L’Alchimista.

Egli trovò assai mesti Gutierrez e Gabriel L’Alemanno che conversavano nell’ampia sala, fiocamente illuminata dalle torce. Violante si dimenticava di dare disposizioni e nulla veniva fatto in quella dimora senza i suoi ordini. Caterina non parlava più e si sentiva complice di un amore proibito, Cecilia era in cucina a non far nulla, Clareno e Bruno rimpiangevano che il bel giovane spagnolo vestito blu e d’argento fosse chiuso nella sua stanza che era quella di color grigio.

L’arrivo del padre di Violante scosse quasi tutti da quell’intorpidimento. Matteo era confuso, a disagio. In breve seppe che Gualtiero da Vitale, suo amico diletto, aveva lasciato la casa lanciando vituperi 

“Contro chi ?” chiese l’alchimista..

“Non ho sentito” rispose Caterina mentendo.

“Che cosa singolare ! Il diletto Gualtiero è sempre allegro…”

Seppe che in una camera giaceva in un sonno perpetuo ma si sperava non mortale quel Messer Giovanni di cui aveva sentito parlare tanto benignamente da Isabella e che vi era anche la sua sposa.

“Come si chiama ?”

“Judith” rispose Caterina.

“E com’è il suo aspetto ?” chiese sbiancando Matteo.

“É assai bella, i capelli sono morbidi e castani e castani sono anche gli occhi” 

“E…assomiglia a Violante ?”

“Sì, Signore ma Violante ha gli occhi azzurri !”

Matteo si agitò moltissimo, mandò via Caterina e fece chiamare Gutierrez.

“Amico carissimo, avevo sperato di trovare letizia nella dimora di Violante ed invece vi trovo noia e malcontento. Sono molto scontento e una notizia molto grave mi ha turbato”

“Confidatevi, Matteo” rispose serio Gutierrez.

“Ho indugiato a lungo a Bologna prima di arrivare qui perché desideravo vedere la sorella gemella di Violante ma quel sarto a cui l’astronomo mio amico l’affidò in fasce l’ha data in sposa ad uno studente !”

Gutierrez era a conoscenza di tutta la storia: quando Dolce aveva partorito aveva dato alla luce non una ma due figlie gemelle. L’astronomo, temendo l’ira di Matteo di ritrovarsi due volte padre a circa sedici anni, gli aveva celato della gemella e a caso aveva affidato l’infanta ad un suo seguace padovano il quale l’aveva lasciata alla prima persona che aveva incontrato sulla sua strada ovvero il sarto Enea. 

Anni dopo l’astronomo aveva confessato a Matteo che aveva un’altra figlia, una bimba di rara bellezza, chiamata in città ” la principessa di Bisanzio “.

Da allora Matteo si era recato spesso nella città universitaria a spiare la figlia a cui era stato dato il nome di Judith. Avrebbe voluto riprendersela ma Gutierrez lo aveva convinto che sarebbe stato crudele separarla da Enea e da Sara che con tutta evidenza la amavano e che erano amati da lei. Poi Judith era scomparsa ed Enea, piangendo, aveva confessato al bell’uomo che diceva di essere il vero padre di Judith la vicenda delle mire di Rainiero e della fortunata apparizione dello studente dai squisiti modi seppur povero.

Enea e Sara erano rimasti senza parole scoprendo che il padre di Judith era il grande alchimista napoletano la cui fama era giunta anche a loro.

“Io credo che si tratti della stessa Judith” mormorò stralunato Matteo.

“Ma allora non dovete piangere ma rallegrarvi !” esclamò vivacemente Gutierrez.

“Ma chi è questo Messer Giovanni che in un modo o in un altro è sempre accanto a persone a me care ?”

“Voi stesso lo giudicherete ” disse Gutierrez. 

“Ma ricordatevi che Judith lo ama e che chi volesse distruggere il loro amore commetterebbe un’infamia” aggiunse.

Il tono di Gutierrez era stato talmente perentorio che Matteo non osò chiedere nulla. Con il cuore oppresso si congedò dall’amico. In corridoio incontrò un giovane grossolano che lo salutò appena e che circolava nella dimora come fosse il padrone.

“Ma che sta accadendo ?” si chiese Matteo.

Quel giorno Violante non solo si rifiutò di dare udienza a Miguel ma anche al padre.

“Certo, la mia cara Violante è emozionata ma avrei voluto rivederla subito” si disse Matteo.

Il resto del giorno trascorse mestamente, persino Gabriel L’Alemanno era rattristato. Solo Judith era felice e trascorreva quelle dolci ore chiacchierando con Giovanni. Non sapeva se Giovanni poteva udire la sua voce ma gli raccontava le cose più belle della sua giovane vita: piccoli eventi dell’infanzia, giochi, amici, i regali di stoffa di Enea, i dolci che le piacevano- tutte cose che

Giovanni ignorava della sua sposa tanto poco era stato il tempo che avevano potuto trascorrere assieme. 

Giovanni dormiva. Il bel viso quieto e non sembrava comprendere i racconti di Judith.

Sovente Gabriel bussava alla porta e con accuratezza visitava Giovanni.

“Credete che Giovanni possa essere in pericolo ?”

“No, Madonna Judith, il nostro bene amato Giovanni non corre rischi gravi…il suo sonno è un enigma per la medicina ma il suo cuore batte ora come deve, il respiro è tranquillo, il colorito buono” la rassicurò Gabriel.

“Posso far qualcosa di più di quello che mi avete detto ?”

“No, va bene così” disse il medico e si accomiatò.

“Come sta Messer Giovanni ?” domandò Gutierrez poco dopo.

“Ho il dubbio che non la medicina ma solo il Cielo possa far qualcosa per il suo misterioso sonno* rispose Gabriel “

“Che cosa vuoi dire ?”

“Non lo so, Gutierrez, è un caso singolare: sembra che la Vita e la Morte si contendano il nostro Giovanni”

“E chi vincerà la contesa ? ” chiese tremante Gutierrez.

“Non si sa mai, non ci è concesso di sapere” mormorò tristemente Gabriel.

Nonostante le rassicurazioni che aveva fatto a Judith Gabriel temeva molto per la vita del giovane senza nome. Trascorse la notte insonne a cercare di ragionare su che cosa potesse fare, provò miscugli d’erbe, si ripromise di fare una corsa a Napoli per rileggere un brano del saggio libro del medico Mohammed che trattava casi simili ma era profondamente sconsolato. Doveva confessarsi che il verdetto finale era che la Morte si sarebbe pigliato Messer Giovanni e non osava dirlo ad alcuno. 

Ma non solo Gabriel non dormì quella triste notte anche Agnolo, Miguel e Gutierrez non trovarono pace nel sonno. Agnolo era dilaniato nel dubbio su che cosa l’indomani – il giorno del fidanzamento – avrebbe scelto Violante . Si sarebbe fidanzata con lo spagnolo vanesio ? Avrebbe scelto lui ?

Avrebbe rifiutato entrambi ? In verità Agnolo non conosceva il cuore di Violante.

Avrebbe voluto cancellare quella notte ed essere già alla notte seguente, sapere che cosa era accaduto ma il Tempo non va mai troppo veloce e troppo lento ed è indifferente alle pene dei mortali. Il Tempo scorre scioccamente nelle clessidre.

Anche Miguel non riuscì a dormire. L’indifferenza di Violante lo aveva ferito più di una spada. Avrebbe voluto confidarsi con Vereda, scrivere all’amata sorella una lunga, disperata lettera ma l’avrebbe solo agitata. Miguel amava ancora Violante ma lentamente nel suo chiaro sentimento si erano insinuati il dubbio, il risentimento, il dolore.

Mai Miguel avrebbe pensato che avrebbe provato anche queste cose verso la fanciulla con gli occhi azzurri che tanto amabilmente aveva lodato la sua musica e tanto di più era parsa lieta del suo corteggiamento. L’offesa per l’ostinazione della fanciulla che trasgrediva anche le regole della cortesia e il dolore attanagliavano sempre più Miguel che rimpianse di esser giunto in quella infausta dimora e si trovò idiota ad aver voluto farsi fare un abito blu e d’argento.

“Se Violante non mi ama non voglio che mi sposi” si disse “Per tanti giovani non conta nulla il cuore della sposa ma per me si…se Violante non mi ama me ne andrò”.

Anche Gutierrez non dormì. Era molto preoccupato per Miguel, sapeva che era un giovane delicato e vedeva il dolore dipinto sulla sua faccia. Gli pareva che stesse annegando in un ghiacciaio e che non facesse nulla per risalire a galla dalle acque freddissime. Spesso il poeta pensava per immagini. Avrebbe desiderato scrivere a sua moglie, Vereda, ma non voleva turbarla e poi sapeva che il messaggero sarebbe stato lento. Aveva nostalgia di Vereda e della piccola Francesca che erano rimaste a Firenze. In più le sibilline parole di Gabriel su Giovanni lo avevano scosso e con particolare forza rivedeva il tempo in cui l’arciere tremante lo aveva accolto e salvato.

Anche Violante non dirmì. Sapeva che il giorno dopo sarebbe dovuta andare nella grande sala e dire…che cosa ? Aveva paura che suo padre venisse a sapere dell’amore terreno tra lei ed Agnolo, sapeva che aveva trasgredito ogni regola e che Matteo non avrebbe perdonato il giovane anche se non lui ma lei lo aveva fatto chiamare da Caterina. Ma anche qualcos’altro la turbava: Caterina le aveva raccontato incredula che Giovanni, che era in realtà una fanciulla, era sposata con Judith . Nessuno aveva mai sentito una cosa del genere. In più il fascino di Judith e la benevolenza che otteneva avevano ingelosito Violante.

“Quell’orribile fanciulla svenuta ha ripreso i sensi ?” chiese a Caterina che si era assopita su una seggiola.

“No, dorme ancora”

“Voglio che Clareno e Bruno caccino via subito quel mostro e quella Judith”

“Ma vostro padre, il Signor Matteo, sembra incantato da quella fanciulla Judith”

“Come lo sai ?”

“Oggi vostro padre, il Signore, mi ha domandato se… Judith assomigliava a voi”

“Come può pensare che io assomigli a quella fanciulla? Che offesa! Non attendere, Caterina, va a svegliare Clareno e Bruno. É un ordine !”

“Ma vostro padre si arrabbierà” obiettò debolmente Caterina.

“Non mi importa. Io comando e questa è la dimora di Violante”

INDICE:

CAPITOLO 1

CAPITOLO 2

CAPITOLO 3

CAPITOLO 4

CAPITOLO 5

CAPITOLO 6

CAPITOLO 7

CAPITOLO 8

CAPITOLO 9

CAPITOLO 10

CAPITOLO 11

CAPITOLO 12

CAPITOLO 13

CAPITOLO 14

CAPITOLO 15

CAPITOLO 16

CAPITOLO 17

CAPITOLO 18

CAPITOLO 19

CAPITOLO 20

CAPITOLO 21

CAPITOLO 22

CAPITOLO 23

CAPITOLO 24

CAPITOLO 25

CAPITOLO 26

CAPITOLO 27

CAPITOLO 28

CAPITOLO 29

CAPITOLO 30

CAPITOLO 31

CAPITOLO 32

CAPITOLO 33

CAPITOLO 34

CAPITOLO 35

CAPITOLO 36

CAPITOLO 37

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